C'è ancora tempo per ottenere i benefici del credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali 4.0.

20/10/2022
Le aziende che hanno prenotato l’incentivo con un ordine effettuato entro il 31/12/2021 e versato un acconto del 20%, rispettando il termine ultimo per le consegne fissato al 31/12/2022 per i beni materiali 4.0 potranno usufruire dell'incentivo del credito d'imposta secondo le seguenti aliquote:

- il 50% per acquisti di beni 4.0 fino a 2,5 milioni
- il 30% per investimenti da 2,5 a 10 milioni
- il 10% per investimenti da 10 a 20 milioni. 

Nel caso in cui le aziende abbiano prenotato l’incentivo con un ordine effettuato entro il 31/12/2022 e versato un acconto del 20%, rispettando il termine ultimo per le consegne fissato al 30/06/2023, per i beni materiali 4.0  potranno usufruire delle seguenti aliquote:

- 40% per investimenti fino a 2,5 milioni
- 20% per investimenti da 2,5 a 10 milioni
- 10% per investimenti da 10 a 20 milioni

Per quanto riguarda gli acquisti che saranno effettuati dal gennaio 2023 in poi e non prenotati nel 2022 gli incentivi diminuiranno.
In particolare le aliquote seguiranno questo schema:

- 20% per investimenti fino a 2,5 milioni
- 10% per investimenti da 2,5 a 10 milioni
- 5% per investimenti da 10 a 20 milioni

Inoltre per gli investimenti in beni immateriali 4.0 (cosiddetti software) acquistati nel 2021 con acconto pari al 20% è stata concessa la stessa proroga per le consegne riservata ai beni materiali: c’è dunque tempo fino al 31/12/2022 e l’aliquota è pari al 20%.
Per quelli acquistati nel 2022 l’aliquota, originariamente fissata al 20%, è stata aumentata al 50% dal cosiddetto decreto aiuti  (nota: il beneficio vale per i beni strumentali immateriali 4.0 acquisiti dal 1° gennaio 2022 e fino al 31 dicembre 2022 ovvero entro il 30 giugno 2023, a condizione che entro la data del 31 dicembre 2022 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisto).
Per quanto riguarda il 2023 l’aliquota è destinata a tornare al 20%. 

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