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Legge di Bilancio 2021: il nuovo piano nazionale transizione 4.0

La Legge di Bilancio 2021 (Legge 30 dicembre 2020, n. 178), pubblicata in Gazzetta Ufficiale ha rinnovato il piano per due anni. Sono 17 commi dell’articolo 1 – dal 1051 al 1067 - relativi a tutto il piano Transizione 4.0. Delimitando il commento a quelli che trattano nello specifico il credito d’imposta per l’acquisto di beni strumentali 4.0 (ovvero quelli appartenenti all’Allegato A e B della Legge 11 dicembre 2016, n. 232), elenchiamo le principali novità introdotte.

Il comma 1051 stabilisce i confini temporali del piano Transizione 4.0 che trova attuazione anticipata già a novembre 2020, precisamente dal 16 novembre, e durerà due anni pieni, il 2021 e il 2022, per avere poi una coda di sei mesi fino al 30/06/2023 in caso di ordini confermati entro fine 2022. 

Nel dettaglio, ai fini della fruizione del beneficio del credito d’imposta, nel novero della fascia dei Beni strumentali materiali nuovi inclusi nell’Allegato A della Legge 11 dicembre 2016, n. 232, occorre però distinguere il periodo dell’investimento ai fini dell’applicazione delle aliquote.

Fino al 31 dicembre 2021, o entro il 30 giugno 2022 a condizione che entro il 31 dicembre 2021 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione, le aliquote stabilite sono le seguenti:
§ 50% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
§ 30% per investimenti tra 2,5 e 10 milioni di euro;
§ 10% per investimenti superiori a 10 milioni di euro fino al limite massimo di 20 milioni di euro.




Dal 1° gennaio 2022 al 31 dicembre 2022, ovvero entro il 30 giugno 2023, a condizione che entro il 31 dicembre 2022 il relativo ordine risulti accettato dal venditore e sia avvenuto il pagamento di acconti in misura almeno pari al 20% del costo di acquisizione, le aliquote stabilite sono le seguenti::
§ 40% per investimenti fino a 2,5 milioni di euro;
§ 20% per investimenti tra 2,5 e 10 milioni di euro;
§ 10% per investimenti superiori a 10 milioni di euro fino al limite massimo di 20 milioni di euro.

Ai fini della fruizione del beneficio del credito d’imposta, nel novero della fascia dei Beni strumentali immateriali inclusi nell’Allegato B della Legge 11 dicembre 2016, n. 232 l’aliquota stabilita è la seguente:
§ 20%, per investimenti fino ad un massimo di 1 milione di euro.

Un’altra novità rilevante la introduce il comma 1059 stabilendo che il credito d’imposta è utilizzabile esclusivamente in compensazione in tre quote annuali di pari importo, a decorrere dall’anno di avvenuta interconnessione dei beni 4.0 (nella superata normativa i termini erano di 5 anni).

La Legge di Bilancio 2021 per le imprese che intendano usufruire del beneficio del credito d’imposta 4.0, ha tuttavia mantenuto alcuni obblighi già previsti dalla normativa precedente. In primis quello di effettuare la comunicazione al Ministero dello sviluppo economico (ma non a pena di decadenza del beneficio); viene poi mantenuto l’obbligo di indicazione nella fattura di acquisto dei riferimenti alla legge che introduce questa agevolazione e, soprattutto, viene confermato che, al fine di accedere alle agevolazioni previste per gli investimenti di cui agli allegati A e B, è necessario produrre una perizia tecnica rilasciata da un ingegnere o da un perito industriale o un attestato di conformità rilasciato da un ente di certificazione accreditato. 
Questa attestazione deve dare evidenza che i beni possiedono requisiti tecnici tali da includerli negli elenchi di cui allegati A e B e sono interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o della fornitura. Per i beni di costo inferiore a 300 mila euro l’onere documentale può essere adempiuto attraverso una dichiarazione resa dal legale rappresentante ai sensi del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa. Desideriamo ricordare che, qualora nel corso dell’attività di monitoraggio delle fruizioni del credito d’imposta da parte delle autorità competenti dovessero essere riscontrati errori o irregolarità, si potrebbe incorrere nelle relative sanzioni amministrative e penali applicabili a seconda delle casistiche.

Certiquality – Ente di Certificazione Accreditato Accredia – esegue in qualità di ente terzo indipendente l’attività di Verifica della Conformità di terza parte in ottica 4.0, al fine di verificare la conformità del bene 4.0 ai requisiti obbligatori previsti per accedere al credito d’imposta. In caso di valutazione positiva, CQY rilascia l’Attestazione di Conformità ed emette l’Analisi Tecnica a corredo della stessa, ai fini dell’ottenimento del credito d’imposta previsto dal Piano Transizione 4.0.

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